Pasta Shirataki: Introdotta come pasto unico non va bene

Come assumere correttamente la pasta asiatica, quali sono i suoi benefici o le controindicazioni

Pasta Shirataki: Introdotta come pasto unico non va bene.

 

Gli spaghetti Shirataki hanno 10/20 calorie per 100g, Ricco di fibre e Sali minerali.

La composizione è composta principalmente di acqua e glucomannano (circa 4g per 100g di prodotto).

Il glucomannano contiene polisaccaridi solubili che al contatto con l’acqua formano un gel naturale che amalgamato al bolo alimentare, crea un rivestimento non digeribile capace di:

  • inglobare carboidrati e lipidi rallentando il loro assorbimento riduce la colesterolemia e la glicemia post-prandiale.
  • Questa pasta migliora inoltre il transito intestinale
  • Inibisce la sensazione di fame

 

CONTROINDICAZIONI:

  • La pasta Shirataki dovrebbe essere sempre assunta come parte di un pasto e non come sostituto
  • Non dovrebbe essere consumata oltre i 4 mesi consecutivi
  • Particolare attenzione dovrà essere riferita ai pazienti diabetici: sarà necessario monitorare costantemente la glicemia.

 

La sensazione di fame deve essere regolata attraverso una corretta ed efficace alimentazione, varia ed equilibrata. Mai pensare di rifugiarsi su alimenti che inibiscono la sensazione di fame, questo potrebbe portare il nostro organismo in denutrizione. Questa regola vale anche per la pasta Shirataki.

 

Quando pensiamo di intraprendere un nuovo regime alimentare sano, è importante sapere che per tutelare la nostra salute, in nostro organismo non può sottomettersi ad una denutrizione. Nel medio/lungo termine gli effetti benefici si annullano ed emergono le complicanze derivanti da un organismo denutrito.

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Dott. Massimo d'Angelo nutrizionista

Dott. Massimo d'Angelo

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